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2 aprile 2012
L'ABC della riforma elettorale
Io da iscritto ed elettore ho a cuore e vorrei chiedere al mio partito due cose precise, senza entrare nel merito di 'quale legge elettorale'. 
Se quelle due cose sono rispettate va bene (o mi faccio andar bene) qualunque legge elettorale.

Queste due cose sono:

1. i DEPUTATI li scelgono ed eleggono gli ELETTORI
2. i GOVERNI li scelgono gli ELETTORI, e dunque vanno espressi PRIMA delle elezioni.

Insomma NO a deleghe in bianco ai partiti per negoziare il programma di governo e le alleanze dopo le elezioni in barba alla volontà degli elettori. Se fra gli elettori e i partiti c'e' distanza, disaffezione e sfiducia le ragioni sono tante. Prima fra questa l'incapacittà ormai pluridecennale di REALIZZARE quanto dichiarato. 
Bisogna ricucire questo strappo e le prossime elezioni sono già fuori tempo massimo. 


Dunque chi è eletto deve dipendere dagli elettori che EFFETTIVAMENTE e INDIVIDUALMENTE debbono poterlo NON rieleggere.

Il programma di governo deve essere espresso prima delle elezioni e il programma vincente DEVE ESSERE REALIZZATO dopo le elezioni. Dunque non puo' essere il programma di un singolo partito ma quello di una alleanza di governo.  

Ogni arzigogolo partitocratico sarebbe la rovina definitiva. Del paese.
7 dicembre 2011
La responsabilità storica, la prospettiva del futuro.

Va benissimo la responsabilità e la necessità storica di sostenere il 'peso' di questo momento.

 

Ma gli ultimi dieci anni di globalizzazione e crisi finanziaria  hanno portato una distribuzione iniqua della ricchezza. Nel ricostruire l'Italia alcuni paletti essenziali vanno mantenuti fermi, anche e soprattutto adesso, quando sull'orlo del baratro e con misure di emergenza gettiamo le basi per il futuro, per farcela, certo, ma per uscirne bene.

D'altra parte, le ricette BCE-Merkozy, applicate alla Grecia negli ultimi anni hanno prodotto una recessione paurosa e nessun segno di ripresa. Li, come si suol dire... la medicina sta ammazzando il cavallo.

 

Nell'essere responsabili, oggi, di tutto ciò bisogna tener conto. E la nostra responsabilità deve misurarsi fino in fondo con la misura dell'equità.

Per esempio, non indicizzare le pensioni medio basse è solo una 'carognata' inaccettabile.

Non è una misura strutturale (tanto è vero che è una-tantum).

Allora, se si tratta solo di far cassa, si prendano le risorse altrove, dai patrimoni o dai capitali scudati (se si tassano, perchè all'1,5%? potrebbe essere di piu').

 

Su queste cose il PD ha il dovere e la 'responsabilità' di farsi sentire, di incidere, e di essere intransigente.

Mi pare in questi momenti lo stia facendo. Vada avanti. Faccia pesare il suo appoggio. Ma senza tentennamenti!

4 novembre 2011
Perchè bisognerebbe andare a votare (quasi) subito

Proprio perche'il momento e'drammatico serve un governo autorevole e robusto per gestire riforme che possano davvero cambiare il paese.


Non e' pensabile che possa esserlo un governo delle attuali opposizioni, nemmeno con l'apporto di qualche trasfuga, ricordiamolo eletto da, con e per Berlusconi: isomma un governo politicamente illegittimo in base al responso delle urne, da cui, ricordiamlo, era uscita una schiacciante maggioranza per un simbolo recante la scritta "Berlusconi". E qui centra poco il vincolo di mandato. Non parliamo del comportamento di voto parlamentare del singolo deputato... ma dell'espressione complessiva del parlamento contraria alla volonta popolare a suo tempo chiarissima. L'alternativa sarebbe un governissimo che tenesse a bordo buona parte del PDL. A parte la presunta indisponibilita', nel caso significherebbe tentare di riformare finalmente l'Italia insieme ai principali artefici della rovina degli ultimi anni. Non e'pensabile ne'credibile.


E dunque si vada a votare immediatamente. Al massimo approvando qualche provvedimento urgentissimo sotto la regia di Napolitano per tener buoni i mercati. E si sottoponga agli elettori un chiaro progetto di riforme, con franchezza e coraggio. Solo cosi, un conseguente governo, anche di coalizione se l'esito delle urne lo imponesse, avrebbe la forza e il mandato per fare bene quello che va fatto.


E allora coraggio. Basta tatticismi e paure. Proprio perche' l'Italia non puo'piu'aspettare.


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permalink | inviato da Giovanni Gambaro il 4/11/2011 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 ottobre 2011
ci mancava solo la 'madonna'
Ieri l'Italia non ha smentito se stessa... purtroppo e prevedibilmente...
Le persone indignate che manifestavano a Roma erano decine di migliaia, e NON avevano voglia e intenzione di spaccare nulla. Poi c'erano poche centinaia di delinquenti violenti, esperti e ben organizzati, del tutto distinti dai manifestanti. 

Quindi:
1. non confondiamo le persone e le ragioni del 15ottobre con i delinquenti
2. perchè i vertici della polizia non si preoccupano di prevenire isolando i violenti prima che inizino a devastare?
3. a chi giova?






permalink | inviato da Giovanni Gambaro il 16/10/2011 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 ottobre 2011
La (grande) piazza della proposta
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dicembre