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POLITICA
12 settembre 2012
Merito e qualità per cambiare l'Italia. Il cortocircuito che vorrei fosse il PD per un grande centrosinistra arancione!

Bersani è tornato sul tema della selezione della classe dirigente e del ricambio invocando merito qualità.

Ora, qualcosa di non buono in Italia e nella politica italiana negli ultimi trent'anni è pur successo. E non parlo di Berlusconi, perchè dovremmo pur essere consapevoli che mali, guai e distorsioni ne avevamo tanti ben prima di lui, e altri continuiamo ad averne dopo di lui. E distorsioni, mala-politica, inconcludenza... le abbiamo avute e in ottima quantità anche a sinistra. Negare questo, per quanto mi riguarda, nega l'evidenza storica. E a questo punto,  per evitare che la risposta dei cittadini (leggi elettorato) torni ad essere (è già) , quella del Vaffanculo-tutti che è stata di Berlusconi, che puo' essere diGrillo... ma anche molto peggio, ci si  impone di riflettere sui modelli di rappresentanza e selezione della classe politica. Tanto più in vigenza di Porcellum.

Continuare ad appellarsi come ultima ordalia al 'corpo partito' di cui andar fieri, che nell'ottica classica di  intermediazione fra cittadini e potere,  al meglio seleziona la classe dirigente, filtra le istanze e distilla il programma, è fuori dal mondo .

Sarebbe anche bello, ma la storia recente ci ha dimostrato che fra la teoria e la pratica c'e' una distanza troppo grande. E' per questo che in molti (o in pochi, dipende dai punti di vista) si cerca di contribuire a 'integrare' il modello aprendolo di più ai cittadini. Formando un modello in cui ci sia un continuo corto circuito fra gli elettori e imilitanti, che sono sempre meno 'fedeli' di un tempo, sempre più zoccolo duro e meno base diffusa, fra i dirigenti e i movimenti. Movimenti intesi nel senso piu' nobile, come gruppi di cittadini politicissimi e disposti a mobilitarsi non a prescindere per una 'parte' ma su singole battaglie, fuori dai classici schemi organizzativi e gerarchici.Quel continuo corto circuito vorrei che fosse il PD. Capace di portare le sue proposte ma altrettanto capace di amalgamarle, mescolarle, mutuarle con chi pur avendo obiettivi e soluzioni molto vicine alle nostre è in grado di farci notare le sclerosie le distorsioni di cui a volte all'interno del partito (colpevolmente) non ci rendiamo conto. E dunque, tornando al merito e alla selezione, un bagno di umiltà in cui 'organismi deputati' a parte, il partito si metta in gioco, si confronti alla parti con i suoi ELETTORI  (che sono il suo unico vero grande patrimonio, quelli passati e soprattutto quelli futuri) sia sui temi (referendum) che sulle persone (primarie) diventa uno strumento politico, molto politico, strumentale alla selezione ma ancora di piu' a creare questo circuito di ossigeno puro. E' uno strumento democratico e (anche, ma in ultima istanza) comunicativo. E francamente non riesco a capire cosa ci sia di strano nel chiedere che gli eletti di un partito rendano conto agli elettori e siano questi ultimi a valutarli e a decidere chi ha lavorato bene e merita la ricandidatura (con qualche limite di decenza, e tre mandati sembrano a tanti adeguati) e chi promette bene e merita di subentrare.

Un 'POLITICO' che tema il giudizio dei suoi stessi elettori, i 'suoi' militanti - iscritti e non, la distinzione mi pare oziosa - MA CHE POLITICO E'?

Chi rappresenta se solo organismi interni al partito lo indicano, selezionano e valutano (con tutte le distorsioni che la storia ci ha insegnato)?

Eppure proprio le 'primarie' per la selezione dei parlamentari, fra tutte, sono quelle che fanno più paura.

Un politico di valore non le teme, suppongo invece che le cerchi e le vinca (ovviamente a condizioni eque e controllate, sostenibili e certificate, senza spendere più del minimo ragionevole e stabilito dal partito).

E lo stesso vale per i temi che spesso vengono affrontati o in dottissime commissioni, non sempre trasparenti, più spesso inconcludenti, o vengono ammassati in programmi congressuali (o elettorali) un tanto al chilo. E invece con gli elettori dei temi si dovrebbe ragionare in maniera aperta e trasparente, chiarendo le opzioni in gioco e decidendo in maniera netta, cristallina e democratica. I  ReferendumPD (previsti dall statuto del PD, anche se ancora mai usati) sono uno strumento. E nel dibattito incancrenito e polarizzatissimo, molto personalizzato, quasi antropologico fra Renzi Bersani (la cui cifra rischia di essere, permettetemi, comunque un governone Monti o dopo Monti o quasi Monti), vorrei che invece i potenziali candidati alla premiership ci facessero capire puntualmente come la pensano. 'Ci', a noi 'elettori', non 'ci' a noi iscritti al PD. Che tanto alla fine il PD lo votiamo comunque.

Perchè non è vero che è tutto chiaro.

  • Perchè parliamo di sostenibilità ma non abbiamo chiaramente mai preso l'impegno di smetterla di consumare gli ultimi lembi di suolo libero ancora disponibile costringendo i comuni a spremere il territorio per garantire i servizi.
  • Perchè parliamo di riforma fiscale ma non abbiamo preso un impegno chiaro e ineludibile per una patrimoniale che insieme ad altre misure e al taglio della spesa pubblica (anche questo da dire chiaramente) finanzi un reale abbassamento delle aliquote IRPEF.
  • Perche' diciamo, alcuni dicono, che dovremmo andare verso il riconoscimento di alcuni diritti per le coppie omosessuali, ma non siamo ancora riusciti a dire che queste coppie dovranno presto avere gli stessi diritti delle altre coppie.
  • Perchè se siamo un partito attento ai giovani, liberando risorse per la crescita e tagliando sprechi e privilegi, ai giovani e ai cittadini dobbiamo garantire unreddito di cittadinanza, che consenta di non emarginare nessuno. Perche' il merito va bene, ma chi non eccelle non puo' essere gettato a mare.
  • Perchè fatta salva la presunzione di innocenza a livello giuridico, ci sembra elementare e naturale che chi è condannato per reati gravi in primo grado NON possa rappresentare i cittadini in cariche elettive di rilievo o in cariche - ancora più delicate - in società partecipate.
  • E infine perchè vogliamo discuterne apertamente e dire la nostra sulle alleanzeda farsi prima e dopo le elezioni. Perchè se Berlusconi è stato li 20 anni - e non è questione personale ma politica per tutto quel che ha fatto e non fatto in questi anni - e' anche (e non secondariamente) grazie a partiti e politici di centro che hanno scommesso strategicamente su quella politica. E non ci fidiamo. Perchè con quella politica non vogliamo avere nulla a che fare.

E perchè di costruire un grande centro sinistra, ampio, arancione, vincente e autosufficiente vorremmo parlarne, e vorremmo anche farlo, se ce lo consentono.

 

Raccogliemole, allora, queste 30.500 firme di Iscritti al PD, per indire 6 referendum, per poterci confrontare con gli elettori e con i candidati alla premiership e per costruire condividendolo il progetto per l'Italia di domani, senza alchimie e con un cortocircuito con gli elettori.


Per costruire la Prossima Italia, no? :)

POLITICA
1 agosto 2012
Una risata ci seppellira? Giochi di Fantapolitica dal Pianeta Vega
Ieri Bersani ha lanciato la grande alleanza, il "polo della speranza" (sic) che con Vendola e Casini dovrebbe salvare l'Italia.
Non si farà. 
Già oggi si girano tutti dall'altra parte: "chi io? alleato con Buttiglione? ma quando mai? non ci andrei nemmeno a cena...".
Ma se si facesse... dico, puta caso, sarebbe un gran bel risultato... il Comandante Bersani, già oggi molto impegnato a regolare il traffico interno al PD fra Fassina e Fioroni... verrebbe promosso a furor di popolo primario al grado di Generale Bersani, impegnatissimo a regolare il traffico fra SEL e l'UDC. 
Tranquilli, solo fino alle elezioni. Un mostro politico di questo tipo le elezioni mica le vincerebbe (ovviamente, altrimenti non l'avrebbero mai pensato). 
Che poi... come volete spiegare agli elettori che pur sostenendo Monti, noi quelle cose le faremmo in maniera diversa... ma che per farle in maniera diversa ci alleiamo con chi dice che vanno fatte esattamente uguale?
Il problema vero è che sarebbe l'alleanza più vecchia del west, fra leader di tre stagioni politiche fa, costruita a tavolino e senza cuore fra sigle lontanissime dai loro (potenziali) elettori. Un accordo di vertice che neanche primarie di facciata potrebbero far passare per alleanza di popolo e di speranza.

Comunque non si farà... Sel non potrà starci pena l'annullamento, il PD prenderà atto che ne uscirebbe dimezzato, ma soprattutto... cosa vi fa pensare che alla fine il buon Casini non ceda alle lusinghe dei 'MODERATI', alle cravatte di Montezemolo, alla verve di Giannino o alle suggestioni del ministro Passera?

E volete che il buon Alfano (si ok, si fa per dire, ma regge il gioco e poi è cosi' tenero nel sostenere il capo) non trovi un tavolo per giocare a carte con Maroni (anche lui, è cosi tenero nel litigare col suo vecchio capo).

Ma cosa c'e' di male.  La reincarnazione del Berlusca, Di Pietro e Vendola paladini del futuro,   i Moderatoni liberali (mai troppo liberali, in Italia i liberali non sono mai liberali, i moderati non sono mai abbastanza moderati, e purtroppo nemmeno i socialisti sono mai abbastanza socialisti - mi verrebbero battutacce sui cattolici, ma evito, non e' aria). E poi il PD nell'orgoglioso culo di sacco della solitudine senza progetto. Last minute maggioritario, magari per un consiglio richiamano dall'Africa Walteroni... ci tira su un bel libro e via!

E una bella legge molto proporzionale che dia spazio a tutti. 15 a te, 10 a me, 18 a quell'altro.
E Grillo al 35%.

Ma Grillo l'ha detto. Vuole solo rompere i coglioni. Non è mica pronto per governare lui.
E cosi', richiamiamo Monti in servizio... 15 a te, 18 a me... e di nuovo tutti in fila a giocare a quelli che tengono testa alla Merkel... 
Per altri 4 o 5 anni, se il mondo non finisce prima... 
Se gli UFO non si spicciano con le lame rotanti e il raggio ciclonico... 

Forza Vega!

pero', forza Vega... quasi quasi!



2 aprile 2012
L'ABC della riforma elettorale
Io da iscritto ed elettore ho a cuore e vorrei chiedere al mio partito due cose precise, senza entrare nel merito di 'quale legge elettorale'. 
Se quelle due cose sono rispettate va bene (o mi faccio andar bene) qualunque legge elettorale.

Queste due cose sono:

1. i DEPUTATI li scelgono ed eleggono gli ELETTORI
2. i GOVERNI li scelgono gli ELETTORI, e dunque vanno espressi PRIMA delle elezioni.

Insomma NO a deleghe in bianco ai partiti per negoziare il programma di governo e le alleanze dopo le elezioni in barba alla volontà degli elettori. Se fra gli elettori e i partiti c'e' distanza, disaffezione e sfiducia le ragioni sono tante. Prima fra questa l'incapacittà ormai pluridecennale di REALIZZARE quanto dichiarato. 
Bisogna ricucire questo strappo e le prossime elezioni sono già fuori tempo massimo. 


Dunque chi è eletto deve dipendere dagli elettori che EFFETTIVAMENTE e INDIVIDUALMENTE debbono poterlo NON rieleggere.

Il programma di governo deve essere espresso prima delle elezioni e il programma vincente DEVE ESSERE REALIZZATO dopo le elezioni. Dunque non puo' essere il programma di un singolo partito ma quello di una alleanza di governo.  

Ogni arzigogolo partitocratico sarebbe la rovina definitiva. Del paese.
POLITICA
22 gennaio 2012
Le Primarie e l'Assemblea del Pd

Ieri "di fronte alla fiducia, chiesta da Bersani, e all’impegno di celebrare le primarie, dato per acquisito anche da Rosy Bindi, non abbiamo chiesto il voto sull’ordine del giorno". 

Non parlo di delusione: avrei scommesso un bel po'... diciamo una birra per ciascuno dei delegati presenti... sul fatto che alla fine non ci avrebbero permesso di votare.

E in questo caso il punto non sono solo le Primarie. E' che troppo spesso, praticamente sempre, Presidente e Segretario fanno in modo che l'Assemblea non voti.

Lo fecero con Marino sul nucleare, lo fecero con Ichino sul lavoro, lo fanno oggi con Civati sulle primarie. Tutto pur di evitare  un pronunciamento chiaro, numerico, e a norma di statuto da parte dell'Assemblea. Intendiamoci, i delegati presenti erano pochi (se se di volta in volta sono sempre meno un motivo ci sarà, cara Presidente). E magari i presenti avrebbero votato contro le Primarie (appunto). Ma comunque sarebbe stato utile e chiarificatore un voto esplicito. Trasparente.

L'assemblea viene trasformata da organo elettivo di massima democrazia e rappresentatività del PD in Convention. I delegati ridotti a pubblico non pagante delle esternazioni dei dirigenti, se non, non voglio ardire tanto, a claque. E infatti - io che ieri non sono venuto, e lo sapevo che se ci fossi stato non avrei potuto votare...  - ho ascoltato tutto su YouDem. E non sarebbe cambiato nulla se fossi stato a Roma, se non un'alzataccia, qualche euro speso, un po' di amabili chiacchiere con amici e conoscenti... e il fegato ancora piu' in subbuglio per l'incazzatura. Non delusione, quella no... perchè era già tutto previsto!

Almeno, sarebbe serio eliminare l'Assemblea dagli organi del PD e risparmiarsi settimane di congressi, liste, votazioni... Seriamente. Votiamo il Segretario Nazionale con Primarie. E magari  votiamo un centinaio di membri della direzione, direttamente. In primarie  o fra i soli iscritti - ma con un sistema elettorale diverso dall'attuale (ebbene si, se non lo sapete il PD elegge i suoi delegati con un piccolo Porcellum, una 'porchetta').  

Certo, siamo tutti d'accordo. Cambiare la legge elettorale.

Ma quale che sia la futura legge elettorale, questa o altra, pretendiamo che la selezione della classe dirigente e dei candidati avvenga in modo trasparente, aperte e dal basso: cioè con Primarie.

15 novembre 2011
Lettera sulle Primarie
Sulla bacheca dell'evento Facebook di "Prima gli ELETTORI. A Bergamo raccolta firme per le PRIMARIE", Maria Grazia Bonicelli cita Michele Prospero "IL PUNTO DI PARTENZA DELLA PROLIFERAZIONE DELLE PRIMARIE SREGOLATE E' UN PARTITO DEBOLE CHE INSEGUE UNA RICARICA ETICO-POLITICA E LA LINVIENE NEI GAZEBO COME MITO GIUSTIFICANTE [...]" e continua... Quando i partiti versano in accettabili condizioni di salute non hanno bisogno di un elemento percepito come esogeno, quello delle primarie, per mostrare la loro apertura a forme di partecipazione e di controllo ravvicinato... dell’agire della classe politica. [...]Sono palesi i segni plebiscitari impressi in questa mera parvenza di una democrazia contendibile per cui esistono solo elettori e inutili diventano gli iscritti, i gruppi dirigenti, la cultura politica come apprendimento collettivo."

Rispettabile punto di vista ma non sono d'accordo.
Non ci interessa affatto il plebiscitarismo, anche se ritengo molto superati i partiti fondati su una organizzazione di iscritti e gruppi dirigenti tradizionali. Non superati perchè demodè, ma perche' a mio avviso incapaci di rispondere ai bisogni di una società molto cambiata nelle esigenze, nei tempi, nelle relazioni. La scala tangibilmente globale degli interessi e dell'"apprendimento" - singolo e collettivo - accelera anche il processo di formazione della coscienza collettiva, il processo decisionale, e quello di 'controllo' dei cittadini-elettori.

La 'crisi della politica' di cui molti parlano, la sua incapacità di dare risposte, risiede anche in questa sua cristallizzazione su un modello inadeguato. Ogni organizzazione - intesa come 'organismo' collettivo - deve evolvere per migliorarsi 'adattandosi' al contesto e all'ambiente esterno pena l'estinzione. Come succede in natura nuove specie più adatte occupano gli spazi evolutivi lasciati scoperti dalle specie che non hanno saputo adattarsi rapidamente.
Detto questo, le primarie possono esser considerate meramente strumentali... ci servono anche per stimolare questi copri collettivi ad altissima inerzia che sono i partiti tradizionali. Il punto non è certo se occorra adeguarsi al modello populista-plebiscitario berlusconiano. La risposta è inequivoca: NO! Il che non vuol dire pero' che la risposta possa trovarsi nelle forme tradizionali. Se mai ci serve pensare e realizzare modelli alternativi a quest'ultimo ma comunque innovativi. E non perche' piaccia il nuovo in se, che è irrilevante, bensi per rispondere alle esigenze di cui dicevo prima...
Oltre allo stimolo mi pare evidente la loro funziona sostanzale, tanto piu' in presenza di leggi elettorali scarsamente democratiche come il 'Porcellum' che nega quasi il ruolo degli elettori. Non è populismo dire che questo parlamento è fatto da nominati. E che la prima regola della rappresentanza e' l'opportunità per i rappresentati di votare e scegliere i rappresentanti. Oggi è negata.
Aggiungo che in piu' occasioni i partiti - anche il nostro o i suoi predecessori - al di la della legge elettorale hanno male utilizzato il loro ruolo come luogo di formazione del progetto politico e del consenso, sia tradendo i mandati elettorali sia 'abusando' nella selezione della classe dirigente 'ìmponendo' o indicando personalità rappresentative e riconosciute solo all'interno della ristretta cerchia degli iscritti, e a volte neanche in questa. Un meccanismo che mi pare giusto scardinare
Parliamo sin troppo spesso di società del merito. Quanto sarebbe 'bello' (e forse utile), con una legge maggioritaria a collegi uninominali, poter svolgere (sto sognando) primarie di coalizione per selezionare candidati comuni? Il porcellum e' una porcata intrinseca, e le primarie tentano solo di mitigarne le distorsioni 'simulando' in qualche modo il meccanismo delle preferenze. Perchè coinvolgere i NOSTRI elettori nel processo di selezione non è abdicare al ruolo del partito ma lavorare per costruire una forma più evoluta di partito in cui il coinvolgimento anche approfondito sia meno legato all'adesione incondizionata e più orientato a ottenere sostegno anche a 'geometria variabile' con le energie reali che ci sono, dove ci sono e quando ci sono. Da riconquistare, da meritare ogni volta, sempre pronti alla valutazione e al giudizio degli elettori... non di un popolo indistinto, ma del singolo elettore attivo, critico e partecipe.
E francamente, se fossi un 'eletto', pretenderei di sottopormi alla valutazione dei 'miei' elettori per validare la mia ri-candidatura...

Per questo stiamo raccogliendo le firme fra iscritti ed elettori.In tutta Italia. 
Perchè nella Prossima Italia vengano PRIMA gli elettori!
Per chiedere al PD di consentirci di selezionare la classe dirigente e i deputati da votare. In un percorso che se ben interpretato inizia prima delle primarie e non si esaurisce con esse.

Chi vuol partecipare può scaricare QUI il modulo e le locandine.



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permalink | inviato da Giovanni Gambaro il 15/11/2011 alle 10:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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