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POLITICA
1 agosto 2012
Una risata ci seppellira? Giochi di Fantapolitica dal Pianeta Vega
Ieri Bersani ha lanciato la grande alleanza, il "polo della speranza" (sic) che con Vendola e Casini dovrebbe salvare l'Italia.
Non si farà. 
Già oggi si girano tutti dall'altra parte: "chi io? alleato con Buttiglione? ma quando mai? non ci andrei nemmeno a cena...".
Ma se si facesse... dico, puta caso, sarebbe un gran bel risultato... il Comandante Bersani, già oggi molto impegnato a regolare il traffico interno al PD fra Fassina e Fioroni... verrebbe promosso a furor di popolo primario al grado di Generale Bersani, impegnatissimo a regolare il traffico fra SEL e l'UDC. 
Tranquilli, solo fino alle elezioni. Un mostro politico di questo tipo le elezioni mica le vincerebbe (ovviamente, altrimenti non l'avrebbero mai pensato). 
Che poi... come volete spiegare agli elettori che pur sostenendo Monti, noi quelle cose le faremmo in maniera diversa... ma che per farle in maniera diversa ci alleiamo con chi dice che vanno fatte esattamente uguale?
Il problema vero è che sarebbe l'alleanza più vecchia del west, fra leader di tre stagioni politiche fa, costruita a tavolino e senza cuore fra sigle lontanissime dai loro (potenziali) elettori. Un accordo di vertice che neanche primarie di facciata potrebbero far passare per alleanza di popolo e di speranza.

Comunque non si farà... Sel non potrà starci pena l'annullamento, il PD prenderà atto che ne uscirebbe dimezzato, ma soprattutto... cosa vi fa pensare che alla fine il buon Casini non ceda alle lusinghe dei 'MODERATI', alle cravatte di Montezemolo, alla verve di Giannino o alle suggestioni del ministro Passera?

E volete che il buon Alfano (si ok, si fa per dire, ma regge il gioco e poi è cosi' tenero nel sostenere il capo) non trovi un tavolo per giocare a carte con Maroni (anche lui, è cosi tenero nel litigare col suo vecchio capo).

Ma cosa c'e' di male.  La reincarnazione del Berlusca, Di Pietro e Vendola paladini del futuro,   i Moderatoni liberali (mai troppo liberali, in Italia i liberali non sono mai liberali, i moderati non sono mai abbastanza moderati, e purtroppo nemmeno i socialisti sono mai abbastanza socialisti - mi verrebbero battutacce sui cattolici, ma evito, non e' aria). E poi il PD nell'orgoglioso culo di sacco della solitudine senza progetto. Last minute maggioritario, magari per un consiglio richiamano dall'Africa Walteroni... ci tira su un bel libro e via!

E una bella legge molto proporzionale che dia spazio a tutti. 15 a te, 10 a me, 18 a quell'altro.
E Grillo al 35%.

Ma Grillo l'ha detto. Vuole solo rompere i coglioni. Non è mica pronto per governare lui.
E cosi', richiamiamo Monti in servizio... 15 a te, 18 a me... e di nuovo tutti in fila a giocare a quelli che tengono testa alla Merkel... 
Per altri 4 o 5 anni, se il mondo non finisce prima... 
Se gli UFO non si spicciano con le lame rotanti e il raggio ciclonico... 

Forza Vega!

pero', forza Vega... quasi quasi!



2 aprile 2012
L'ABC della riforma elettorale
Io da iscritto ed elettore ho a cuore e vorrei chiedere al mio partito due cose precise, senza entrare nel merito di 'quale legge elettorale'. 
Se quelle due cose sono rispettate va bene (o mi faccio andar bene) qualunque legge elettorale.

Queste due cose sono:

1. i DEPUTATI li scelgono ed eleggono gli ELETTORI
2. i GOVERNI li scelgono gli ELETTORI, e dunque vanno espressi PRIMA delle elezioni.

Insomma NO a deleghe in bianco ai partiti per negoziare il programma di governo e le alleanze dopo le elezioni in barba alla volontà degli elettori. Se fra gli elettori e i partiti c'e' distanza, disaffezione e sfiducia le ragioni sono tante. Prima fra questa l'incapacittà ormai pluridecennale di REALIZZARE quanto dichiarato. 
Bisogna ricucire questo strappo e le prossime elezioni sono già fuori tempo massimo. 


Dunque chi è eletto deve dipendere dagli elettori che EFFETTIVAMENTE e INDIVIDUALMENTE debbono poterlo NON rieleggere.

Il programma di governo deve essere espresso prima delle elezioni e il programma vincente DEVE ESSERE REALIZZATO dopo le elezioni. Dunque non puo' essere il programma di un singolo partito ma quello di una alleanza di governo.  

Ogni arzigogolo partitocratico sarebbe la rovina definitiva. Del paese.
27 settembre 2011
s'e desta!

Finalmente anche la Chiesa si è svegliata

In colpevole ritardo.

 

Segue a ruota CasiniFiniConfindustria e un altro po' di gente che l'ha avallato per anni.

Noi andiamo per la nostra strada, a prescindere! E possibilmente senza zavorrarci di chi e' direttamente o indirettamente corresponsabile della situazione. 


Perche' qualcuno che l'ha l'ha votato e portato li c'e', e non siamo noi.

26 luglio 2011
Valori non negoziabili...

Ma come si puo' pensare ad un'alleanza stabile con chi vota contro la legge antiomofobia?

I democratici debbono avere valori NON negoziabili e pregiudiziali: e' tempo di mettere le carte in tavola e parlare chiaro.  Gli elettori cattolici capiranno, niente paura! Anzi, hanno già capito.

Altrimenti lasceremo questo paese inabbissarsi in un medioevo sempre piu' oscuro e oscurantista a cui non dobbiamo rassegnarci.




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permalink | inviato da Giovanni Gambaro il 26/7/2011 alle 20:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
16 giugno 2011
e adesso?
Abbiamo vinto? Hanno perso loro?
Io sono ancora piuttosto preoccupato... 
Mr.B. sta perdendo colpi, finalmente, questo è certo. Ma sta facendo harakiri da solo, e i suoi non sembrano avere la forza di impedirglielo.
Non vedo pero' pronta la proposta forte e alternativa di cui l'ITALIA ha bisogno, di cui tutti noi abbiamo bisogno.
Il mio partito sta risalendo la china piano piano e riscuote vittorie parziali che fanno morale. Ma a ben vedere sta capitalizzando al massimo situazioni che non ha guidato e indirizzato.
A Milano e Napoli abbiamo vinto, alla fine... ma con una linea politica che non era quella in origine decisa dal gruppo dirigente del PD.
L'onda aracione ha travolto tutto, anche loro, portando con se, per fortuna, tanti militanti del PD... 
E lo stesso è accaduto con i Referendum.... quando oltre un anno fa alcuni circoli del PD si sono mobilitati per raccogliere le firme per i referendum sull'acqua il partito ci spiegava che il referendum è uno strumento inadeguato, che non si sarebbe mai raggiunto il quorum, che avrebbe lasciato un vuoto legislativo... E ci proponeva invece una 'proposta di legge' (per carità, sacrosanta) di cui nessuno si sarebbe accorto... magari torna utile adesso, dopo l'abrogazione della legge precedente... Ma per fortuna i tempi cambiano, la rete incombe, e una sottile, a volte inconsapevole, linea arancione, magari sotto traccia, percorre anche la trama un po' fragile del PD...
Non esistono piu' i militanti di una volta, inquadrati e obbedienti a prescindere... e cosi tante federazioni provinciali, quella bergamasca fra le prime, hanno formalmente aderito alla campana raccogliendo le firme contribuendo dal principio a quel che poi è successo pochi giorni fa: una grande vittoria dell'Italia che vuole cambiare. TUTTA, quella di sinistra come quella di destra.

Non interessano le primogeniture, ma la lungimiranza politica si.
Perchè se in tante prove decisive la dirigenza si accoda e alla fine vince ma non ha la lucidità di capire dove tira il vento prima che stia già soffiando... il rischio di ritrovarsi a vele spiegate ma contro-vento è altissimo.
Ci vorrebbe il Max a spiegarci come prendere il vento... quello dicono gli riesca abbastanza, in barca. Ma ho l'impressione che gli riesca sempre meno in politica.

Quando sento il mio segretario invitare la Lega a mollare B. per aprire una 'fase' nuova mi vengono i brividi.
Sento un gergo novecentesco, aria d'altri tempi e di 'fasi politche' che si svolgono nel palazzo, nei partiti. Peccato che spesso se ne parla con leader veri o presunti di partiti dal consenso elettorale anch'esso più presunto che reale. 

La verità non è che ci manchi un programma (almeno a grandi linee).
Ma ci manca la proposta alternativa, quella arancione, quella che ottengo interesse, consensi, attenzione e poi, finalmente, voti per l'dea di cambiamento reale che sa trasmettere, per le persone che visibilmente la incarnano, per la certezza della prospettiva e della proposta.

Non si puo' stare alla finestra pronti a tante opzioni da sfruttare al meglio.
Adesso, ed è già tardi, è tempo di farla questa proposta, di coinvolgere le persone, gli astenuti, i cittadini, gli elettori, i sindacati, le associazioni, con una proposta seria e definita di governo.
E di quella ragionare con tutti, anche con i partiti. Ma su quella. 
Perchè vinceremo e potremo governare solo se vincerà un progetto in cui saranno le persone, ciascuna di loro, a sentirsi protagonisti.  E sarà leader chi sapra catalizzare questa energia e questo progetto, e lo sarà perche' sarà credibile, perchè sarà in grado di rispondere ai cittadini e a se stesso senza farsi condizionare dalle consorterie, perchè se sarà in grado davvero di fare un governo senza aprire il manuale Cencelli, perchè potrà chiamare un ministro di centro o di destra perchè è bravo e puo' essere utile senza porsi il problema che non venga dai partiti che l'hanno sostenuto... Perchè abbiamo visto come si fa a vincere e a cominciare bene, no? 

Oppure magari vinceremo e avremo un seggio in piu', ma saranno i partiti a negoziare e intermediare e non succederà nulla, e l'Italia questa volta il treno lo perderà davvero. E non passerà piu'.
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