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POLITICA
7 luglio 2013
Videocronaca da Reggio Emilia - per Pippo Civati segretario
POLITICA
2 maggio 2013
Rottamati, rottamatori e rottamandi... come ricostruire un PD 'credibile'?
 Ci sono un paio di problemi di fondo per i quali al momento non intravedo una via risolutiva.
Uno è più legato alle forme possibili per i corpi intermedi nel mondo di oggi (mi pare Barca ponga la questione nel suo documento). Perchè, come scriveva qualche giorno fa Curzio Maletese, "Primarie, Parlamentarie, Quirinarie e balle varie" ma alla fine la dirigenza pro tempore decide come vuole senza render conto, forte di un approccio secondo il quale il dirigente la 'sa lunga' e in fondo aiuta la comunità a decidere per il meglio. Perchè la base il meglio non sa cos'e'. E comunque se pur si affrontasse questo tema - che chiaramente richiama quello di forme di partecipazione più incisive e adeguate - non si sfugge a quello della efficacia, che in alcune situazioni pone anche il tema della di disciplina e, prima ancora, quello della lealtà.
L'altro è strettamente politico. Oggi i nodi sono venuti al pettine. I pezzi da 90 si sono 'rottamati da soli' (apparentemente), clama e gesso, più avanti sarà il congresso, piu' troveranno modi e forme per esserci e condizionare. Ma politicamente rottamandi e rottamatori si sono saldati in nome di un presunto interesse superiore. Presunto 'da chi' sarebbe tutto da discutere. Infatti non se ne è discusso in nessuna sede.
E l'equivoco, anche nelle 'nostre' discussioni sembra essere che il 'diritto di cittadinanza politica' di innovatore venga collegato alla adesione a una visione liberale (o neo-liberista), che per carità, non è nè demoniaca nè pessima, ma che non è l'unica degna di dignità, NON è l'unica risposta possibile alle sfide dell'oggi e del domani, e, in estrema sintesi, non vale in se come patente per la buona innovazione. Io penso che si possa e si debba innovare radicalmente la politica italiana ma che NON tutte le risposte stiano in quell'approccio. E questo non significa affatto essere vetero-socialdemocratici.


I nodi, dicevo, sono al pettine. Perchè al netto del rinnovamento (assumiamo per un attimo che avvegna - non ci crede nessuno ma ammettiamolo), poi sul resto bisogna discutere seriamente. E su questo il rischio di non riuscire a tenere insieme i pezzi è altissimo. Molto più alto che sui diritti o sulle scuole cattoliche. Perchè qui parliamo dell'ossatura economica della proposta del centrosinistra. Che è il cuore. E su questo, ovvio, ci sta che ci si confronti aspramente e seriamente in un congresso e se ne esca a maggioranza. E torniamo al punto precedente: se non si individuano le forme, il collante valoriale e strategico, la fiducia e la credibilità per stare tutti assieme lealmente il giocattolo esplode. O più modestamente, come forse gli è consono, si squaglia.
In questo momento manca la base minima di fiducia per un confronto leale da cui si possa uscire con una linea di sintesi o una maggioritaria ma nel comune campo del PD.
Ed è un tema che ancor piu' che fra noi si pone verso l'elettorato vasto, allargato, del centro-sinistra.
Spesso sfugge che la legge elettorale vigente, oltre che un Porcellum per la mancanza di preferenze e il casino che genera al Senato, è anche una autentica legge-truffa.
Tanti deputati del PD oggi sono al loro posto grazie ad un 'premio di maggioranza di coalizione', ottenuto, cioè, grazie anche ai voti di SEL - senza i quali la coalizione di centrodestra avrebbe prevalso. E giusta o sbagliata che fosse quell'alleanza, quella linea 'bersaniana' ha vinto le primarie - ancora con voti di elettori non solo del PD - .



Oggi è più che legittimo sentirsi 'truffati' da parte di tanti elettori del PD e del CSX. E che i soloni spieghino che i tempi e la responsabilità impongano questa scelta dolorosa non è ipocrita: è mistificatorio. Perchè è stata una linea ed un disegno politico preciso ma sconfitto prima alle primarie e poi nelle urne e poi portato avanti sotto traccia in attesa del momento buono per resuscitarlo: con un'imboscata. Ancora, io qui NON voglio entrare nel merito. Condividerlo o meno è un altro tema. Ma non si puo' pensare di ingannare cosi' l'elettorato e avere un futuro. Se la linea era per una governabilità centrista si doveva avere il coraggio di affrontare le primarie proponendo un'alleanza diversa e le elezioni di conseguenza. Perchè chi voleva Marini, chi ha 'tradito' Prodi sono gli stessi che non volevano per il PD una proposta davvero riformatrice e di centro sinistra ma una riforma liberale che innovi salvaguardando - sostanzialmente - gli interessi e gli equilibri economici forti del paese.
Se non si parte da qui, dal percorso, che oggi possiamo simboleggiare nei 101 franchi tiratori che di fatto hanno dettato la linea, ma che evidentemente parte da molto prima e da molti di più, non vedo come si possa affrontare seriamente un congresso minimamente credibile.


POLITICA
12 settembre 2012
Merito e qualità per cambiare l'Italia. Il cortocircuito che vorrei fosse il PD per un grande centrosinistra arancione!

Bersani è tornato sul tema della selezione della classe dirigente e del ricambio invocando merito qualità.

Ora, qualcosa di non buono in Italia e nella politica italiana negli ultimi trent'anni è pur successo. E non parlo di Berlusconi, perchè dovremmo pur essere consapevoli che mali, guai e distorsioni ne avevamo tanti ben prima di lui, e altri continuiamo ad averne dopo di lui. E distorsioni, mala-politica, inconcludenza... le abbiamo avute e in ottima quantità anche a sinistra. Negare questo, per quanto mi riguarda, nega l'evidenza storica. E a questo punto,  per evitare che la risposta dei cittadini (leggi elettorato) torni ad essere (è già) , quella del Vaffanculo-tutti che è stata di Berlusconi, che puo' essere diGrillo... ma anche molto peggio, ci si  impone di riflettere sui modelli di rappresentanza e selezione della classe politica. Tanto più in vigenza di Porcellum.

Continuare ad appellarsi come ultima ordalia al 'corpo partito' di cui andar fieri, che nell'ottica classica di  intermediazione fra cittadini e potere,  al meglio seleziona la classe dirigente, filtra le istanze e distilla il programma, è fuori dal mondo .

Sarebbe anche bello, ma la storia recente ci ha dimostrato che fra la teoria e la pratica c'e' una distanza troppo grande. E' per questo che in molti (o in pochi, dipende dai punti di vista) si cerca di contribuire a 'integrare' il modello aprendolo di più ai cittadini. Formando un modello in cui ci sia un continuo corto circuito fra gli elettori e imilitanti, che sono sempre meno 'fedeli' di un tempo, sempre più zoccolo duro e meno base diffusa, fra i dirigenti e i movimenti. Movimenti intesi nel senso piu' nobile, come gruppi di cittadini politicissimi e disposti a mobilitarsi non a prescindere per una 'parte' ma su singole battaglie, fuori dai classici schemi organizzativi e gerarchici.Quel continuo corto circuito vorrei che fosse il PD. Capace di portare le sue proposte ma altrettanto capace di amalgamarle, mescolarle, mutuarle con chi pur avendo obiettivi e soluzioni molto vicine alle nostre è in grado di farci notare le sclerosie le distorsioni di cui a volte all'interno del partito (colpevolmente) non ci rendiamo conto. E dunque, tornando al merito e alla selezione, un bagno di umiltà in cui 'organismi deputati' a parte, il partito si metta in gioco, si confronti alla parti con i suoi ELETTORI  (che sono il suo unico vero grande patrimonio, quelli passati e soprattutto quelli futuri) sia sui temi (referendum) che sulle persone (primarie) diventa uno strumento politico, molto politico, strumentale alla selezione ma ancora di piu' a creare questo circuito di ossigeno puro. E' uno strumento democratico e (anche, ma in ultima istanza) comunicativo. E francamente non riesco a capire cosa ci sia di strano nel chiedere che gli eletti di un partito rendano conto agli elettori e siano questi ultimi a valutarli e a decidere chi ha lavorato bene e merita la ricandidatura (con qualche limite di decenza, e tre mandati sembrano a tanti adeguati) e chi promette bene e merita di subentrare.

Un 'POLITICO' che tema il giudizio dei suoi stessi elettori, i 'suoi' militanti - iscritti e non, la distinzione mi pare oziosa - MA CHE POLITICO E'?

Chi rappresenta se solo organismi interni al partito lo indicano, selezionano e valutano (con tutte le distorsioni che la storia ci ha insegnato)?

Eppure proprio le 'primarie' per la selezione dei parlamentari, fra tutte, sono quelle che fanno più paura.

Un politico di valore non le teme, suppongo invece che le cerchi e le vinca (ovviamente a condizioni eque e controllate, sostenibili e certificate, senza spendere più del minimo ragionevole e stabilito dal partito).

E lo stesso vale per i temi che spesso vengono affrontati o in dottissime commissioni, non sempre trasparenti, più spesso inconcludenti, o vengono ammassati in programmi congressuali (o elettorali) un tanto al chilo. E invece con gli elettori dei temi si dovrebbe ragionare in maniera aperta e trasparente, chiarendo le opzioni in gioco e decidendo in maniera netta, cristallina e democratica. I  ReferendumPD (previsti dall statuto del PD, anche se ancora mai usati) sono uno strumento. E nel dibattito incancrenito e polarizzatissimo, molto personalizzato, quasi antropologico fra Renzi Bersani (la cui cifra rischia di essere, permettetemi, comunque un governone Monti o dopo Monti o quasi Monti), vorrei che invece i potenziali candidati alla premiership ci facessero capire puntualmente come la pensano. 'Ci', a noi 'elettori', non 'ci' a noi iscritti al PD. Che tanto alla fine il PD lo votiamo comunque.

Perchè non è vero che è tutto chiaro.

  • Perchè parliamo di sostenibilità ma non abbiamo chiaramente mai preso l'impegno di smetterla di consumare gli ultimi lembi di suolo libero ancora disponibile costringendo i comuni a spremere il territorio per garantire i servizi.
  • Perchè parliamo di riforma fiscale ma non abbiamo preso un impegno chiaro e ineludibile per una patrimoniale che insieme ad altre misure e al taglio della spesa pubblica (anche questo da dire chiaramente) finanzi un reale abbassamento delle aliquote IRPEF.
  • Perche' diciamo, alcuni dicono, che dovremmo andare verso il riconoscimento di alcuni diritti per le coppie omosessuali, ma non siamo ancora riusciti a dire che queste coppie dovranno presto avere gli stessi diritti delle altre coppie.
  • Perchè se siamo un partito attento ai giovani, liberando risorse per la crescita e tagliando sprechi e privilegi, ai giovani e ai cittadini dobbiamo garantire unreddito di cittadinanza, che consenta di non emarginare nessuno. Perche' il merito va bene, ma chi non eccelle non puo' essere gettato a mare.
  • Perchè fatta salva la presunzione di innocenza a livello giuridico, ci sembra elementare e naturale che chi è condannato per reati gravi in primo grado NON possa rappresentare i cittadini in cariche elettive di rilievo o in cariche - ancora più delicate - in società partecipate.
  • E infine perchè vogliamo discuterne apertamente e dire la nostra sulle alleanzeda farsi prima e dopo le elezioni. Perchè se Berlusconi è stato li 20 anni - e non è questione personale ma politica per tutto quel che ha fatto e non fatto in questi anni - e' anche (e non secondariamente) grazie a partiti e politici di centro che hanno scommesso strategicamente su quella politica. E non ci fidiamo. Perchè con quella politica non vogliamo avere nulla a che fare.

E perchè di costruire un grande centro sinistra, ampio, arancione, vincente e autosufficiente vorremmo parlarne, e vorremmo anche farlo, se ce lo consentono.

 

Raccogliemole, allora, queste 30.500 firme di Iscritti al PD, per indire 6 referendum, per poterci confrontare con gli elettori e con i candidati alla premiership e per costruire condividendolo il progetto per l'Italia di domani, senza alchimie e con un cortocircuito con gli elettori.


Per costruire la Prossima Italia, no? :)

POLITICA
1 agosto 2012
Una risata ci seppellira? Giochi di Fantapolitica dal Pianeta Vega
Ieri Bersani ha lanciato la grande alleanza, il "polo della speranza" (sic) che con Vendola e Casini dovrebbe salvare l'Italia.
Non si farà. 
Già oggi si girano tutti dall'altra parte: "chi io? alleato con Buttiglione? ma quando mai? non ci andrei nemmeno a cena...".
Ma se si facesse... dico, puta caso, sarebbe un gran bel risultato... il Comandante Bersani, già oggi molto impegnato a regolare il traffico interno al PD fra Fassina e Fioroni... verrebbe promosso a furor di popolo primario al grado di Generale Bersani, impegnatissimo a regolare il traffico fra SEL e l'UDC. 
Tranquilli, solo fino alle elezioni. Un mostro politico di questo tipo le elezioni mica le vincerebbe (ovviamente, altrimenti non l'avrebbero mai pensato). 
Che poi... come volete spiegare agli elettori che pur sostenendo Monti, noi quelle cose le faremmo in maniera diversa... ma che per farle in maniera diversa ci alleiamo con chi dice che vanno fatte esattamente uguale?
Il problema vero è che sarebbe l'alleanza più vecchia del west, fra leader di tre stagioni politiche fa, costruita a tavolino e senza cuore fra sigle lontanissime dai loro (potenziali) elettori. Un accordo di vertice che neanche primarie di facciata potrebbero far passare per alleanza di popolo e di speranza.

Comunque non si farà... Sel non potrà starci pena l'annullamento, il PD prenderà atto che ne uscirebbe dimezzato, ma soprattutto... cosa vi fa pensare che alla fine il buon Casini non ceda alle lusinghe dei 'MODERATI', alle cravatte di Montezemolo, alla verve di Giannino o alle suggestioni del ministro Passera?

E volete che il buon Alfano (si ok, si fa per dire, ma regge il gioco e poi è cosi' tenero nel sostenere il capo) non trovi un tavolo per giocare a carte con Maroni (anche lui, è cosi tenero nel litigare col suo vecchio capo).

Ma cosa c'e' di male.  La reincarnazione del Berlusca, Di Pietro e Vendola paladini del futuro,   i Moderatoni liberali (mai troppo liberali, in Italia i liberali non sono mai liberali, i moderati non sono mai abbastanza moderati, e purtroppo nemmeno i socialisti sono mai abbastanza socialisti - mi verrebbero battutacce sui cattolici, ma evito, non e' aria). E poi il PD nell'orgoglioso culo di sacco della solitudine senza progetto. Last minute maggioritario, magari per un consiglio richiamano dall'Africa Walteroni... ci tira su un bel libro e via!

E una bella legge molto proporzionale che dia spazio a tutti. 15 a te, 10 a me, 18 a quell'altro.
E Grillo al 35%.

Ma Grillo l'ha detto. Vuole solo rompere i coglioni. Non è mica pronto per governare lui.
E cosi', richiamiamo Monti in servizio... 15 a te, 18 a me... e di nuovo tutti in fila a giocare a quelli che tengono testa alla Merkel... 
Per altri 4 o 5 anni, se il mondo non finisce prima... 
Se gli UFO non si spicciano con le lame rotanti e il raggio ciclonico... 

Forza Vega!

pero', forza Vega... quasi quasi!



POLITICA
15 aprile 2012
Scelte non neutre

 Il governo dei tecnici sta dimostrando che non esistono governi tecnici. in sei mesi, scongiurato il baratro (ma ho l'impressione che bastava sostituire B. con chiunque per evitarlo), non ha ancora fatto nulla di concreto per la crescita e ha finanziato il rientro dei conti sulle spalle delle classi popolari e del ceto medio senza intaccare significativamente privilegi e corporazioni.  
Insomma un governo serio ma liberista. Francamente, seriamente, penso che l'austerita' da sola possa portarci solo a scenari greci, mentre per rinnovare il paese servano scelte Politiche e non Neutre, ma diverse da quelle dei 'professori'. La stessa riforma del lavoro e'annacquatissima, e art.18 o no, non aiuta se non marginalmente la creazione di lavoro e il miglioramento della condizione dei precari.
E dunque, non perdiamoci nella tattica: io mi auguro solo di poter andare a votare il prima possibile e di affrontare le elezioni con un programma coraggioso e riformatore, chiaramente di centro-sinistra, e con alleanze coerenti sul programma. 
La legge elettorale da modificare? se ne parla da mesi ed anni, se il parlamento attuale riesce lo faccia adesso, altrimenti, meglio le urne, comunque...

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permalink | inviato da Giovanni Gambaro il 15/4/2012 alle 0:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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